Un miracolo per Lazzaro

Meravigliosi animali preistorici, la cui forma è rimasta immutata fin dai tempi dei dinosauri, superando ben 300milioni di anni di evoluzione. La loro natura vuole che solo 1 tartarughino su 1000 arrivi all’età adulta. E poi non avrà più alcun predatore naturale, vivendo indisturbato per i mari di tutto il mondo fino anche a 100 anni.

Almeno così si narra sui libri di scienze. Solo che nella realtà non va proprio così. Perchè poi arriva l’uomo, con i suoi pescherecci, i suoi ami da pesca, la sua lenza in nylon, e la sua mancanza di sensibilità e rispetto per ogni creatura che abiti il mare. E così, anche una tartaruga che alla nascita era stata designata dal destino come la fortunata “una su mille”, si ritrova quasi morta, a circa 25 anni di età, a causa di un amo da pesca e della sua lunga lenza.

Làzzaro, così è stata battezzata questa Caretta caretta del peso di 27 kg e 62 cm di lunghezza carapace, ultima arrivata all’ospedale delle tartarughe di Brancaleone. Làzzaro è stata avvistata giorno 3 agosto 2018 in difficoltà nelle acque a largo di Lazzàro (RC) da 3 ragazzi in barca, Sebastiano Tripodi, Pasquale Praticò e Pietro Zema, che non hanno esitato un attimo a contattare la Guardia Costiera e a issare a bordo della barca la povera tartaruga e trasportarla fino a terra. La Guardia Costiera ha attivato la procedura di soccorso contattando la Delegazione Spiaggia di Melito Porto Salvo, giunta sul posto in tempi record nella persona del suo Comandante Francesco Pirrello, da sempre attento e sensibile alla tutela del nostro mare e dei suoi abitanti. Il nostro personale è giunto sul posto a soccorrere la tartaruga e trasportarla al CRTM di Brancaleone, constatandone però già le gravissime condizioni in cui versava.

Làzzaro è poco reattiva, fortemente anemica, denutrita, disidratata, con edemi diffusi, ben 5 lembi di lenza in nylon che fuoriescono dal suo intestino lacerato, forse irrimediabilmente, e un grosso amo da pesca agganciato in esofago. Si sta tentando di stabilizzare le sue condizioni con fluidoterapia e antibiotici, e se sopravvive si tenta una duplice chirurgia (a esofago e intestino) nei prossimi giorni. Làzzaro rientra tra le tartarughe più gravi mai soccorse dal nostro Centro, ma come sempre, anche questa volta faremo tutto il possibile sperando in un miracolo. La scelta del nome Làzzaro, oltre che per l’assonanza con il luogo di ritrovamento, è dovuta anche alla forte speranza che come il famoso Làzzaro possa tornare a nuova vita.

Si ringrazia la Guardia Costiera per l’intervento e la preziosa collaborazione, e ringraziamo i ragazzi che hanno soccorso la tartaruga oltre che per la sensibilità mostrata anche per le condizioni in cui è stata mantenuta fino all’arrivo degli operatori. Làzzaro al nostro arrivo era all’ombra, idratato, e ancora in barca, lontano da ogni stress. Spesso succede, invece, che nell’attesa dei soccorsi l’animale venga sceso dalla barca, messo sulla spiaggia e sottoposto allo stress di continui flash fotografici, selfie e schiamazzi vari, provocando ulteriore malessere.

E’ possibile sostenere le cure di Làzzaro facendo una donazione o adottando una tartaruga.

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One Reply to “Un miracolo per Lazzaro”

  1. Maria ha detto:

    Forza Lazzaro… !!!Siamo tutti vicini a te con tanto affetto!

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