Quale futuro senza le sue pinne? La triste storia di Bebe

L’ultima arrivata è uno dei soccorsi più “tragici” che abbiamo mai fatto in tutti questi anni al Crtm di Brancaleone. E’ una piccolissima Caretta caretta, pesa meno di 2 kg e ha circa 2 anni di età.

L’ultima arrivata è uno dei soccorsi più “tragici” che abbiamo mai fatto in tutti questi anni al Crtm di Brancaleone. E’ una piccolissima Caretta caretta, pesa meno di 2 kg e ha circa 2 anni di età. Avrebbe avuto tutta la vita davanti, invece un giorno, durante il nuoto, ha incontrato quello che noi chiamiamo il KILLER INVISIBILE: la lenza da pesca in nylon!

Ci è rimasta incastrata con le pinne anteriori, e più cercava di liberarsi, più il suo dimenarsi stringeva la morsa attorno alle due pinne, legate strettamente tra loro fino a iniziare a lacerarle pure il collo. Questa piccolina ha trascorso molti mesi in questo stato, senza che nessuno si accorgesse di lei, e piano piano le pinne hanno iniziato a perdere vascolarizzazione, e lei a perdere sensibilità.

Le pinne sono praticamente morte! Si chiama cancrena! E quando succede a una sola pinna la amputiamo e la tartaruga torna in mare senza grossi problemi, ma senza le due pinne anteriori le possibilità di sopravvivenza sono pressoché minime o nulle, in quanto le servono per arrivare in superficie e poter respirare, e per andare sul fondo e potersi alimentare.

Il suo caso ci ricorda tantissimo quello della dolce Afrodite, recuperata nella stessa condizione, poiché era rimasta incastrata in un groviglio di lenza a sua volta attorcigliato a un cerchione di bicicletta. La sua storia non è stata a lieto fine, ma anzi la più triste finora vissuta dal nostro team. Ovviamente saranno fatte per questa piccola tartaruga (che abbiamo chiamato “Bebe”) tutte le valutazioni possibili con i nostri collaboratori specialisti, mettendo sempre al primo posto il benessere della tartaruga e niente altro.

Come sempre il nostro team operativo (fatto di due sole persone) non si risparmia, non può permettersi di spegnere i cellulari, non esiste per noi week-end, pausa pranzo, ora di riposo, perché le segnalazioni sono quasi quotidiane, e anche se molto stanchi dalle faticose giornate che stiamo affrontando, partiamo per ogni soccorso sempre speranzosi di salvare un’altra tartaruga. Questa volta, però, al rientro da questo recupero, c’era solo silenzio dentro il “furgoncino scassato di Filippo”, e il nostro cuore era un po’ più pesante del solito.

Comunque andrà la sua storia, Bebe non ha perso, l’unico fallimento è quello della specie umana. Sostieni i nostri progetti, affinché un giorno i sacrifici di tutti questi animali del mare, non saranno stati vani.

Ringraziamo per il ritrovamento di Bebe, avvenuto a Spropoli (Rc), una famiglia in vacanza, in particolare il piccolo Khy e suo padre Alessandro, che hanno avvistato la tartaruga in difficoltà e non hanno esitato a recuperarla e contattare subito i soccorsi. Grazie Khy!!!! 

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